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Ancona nel cuore, il Mediterraneo nei gesti

Laboratorio biscotti e pasticceria Lo Faro di
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Lo Faro Salvatore
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Per le ordinazioni e il ritiro dei dolci manufatti:
Pasticceria Lo Faro
Via Isonzo, N° 208
60124 Ancona (AN)
071 - 35.692
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(greco antico)
Il Ciriachino d’Oro:
Il cuore di Ancona che batte per il Maestro.
La Civica Benemerenza a Salvatore Lo Faro -
Ph. © E. K. - Spumarche
Pseudo-Scilace di Carianda,
Periplo, capitolo 16
tratto dal più antico portolano del Mediterraneo


Alla sommità del colle Guasco si erge la cattedrale metropolitana dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo
La maestosa basilica in stile romanico-bizantino domina l’intera città e il suo porto, offrendo una vista spettacolare che spazia tra l'alba e il tramonto sul mare.
Caratterizzata dalla pianta a croce greca e dalla cupola dodecagonale, custodisce al suo interno le reliquie del Santo Patrono e testimonia la millenaria storia marittima di Ancona.

Custode delle radici picene e romane
Il cinquecentesco Palazzo Ferretti ospita una delle raccolte archeologiche più ricche d'Italia, narrando l’evoluzione del territorio dalla Preistoria all’Età Romana.
Tra reperti piceni unici e vasi greci raffinati, il percorso espositivo svela l’antico ruolo di Ancona come crocevia di popoli e culture nel Mediterraneo.

Il Monumento ai Caduti
L’abbraccio di pietra tra terra e mare
L'imponente struttura circolare in pietra d'Istria si erge sul Passetto come un moderno tempio dedicato ai caduti della Grande Guerra.
Le sue otto colonne doriche incorniciano l'altare e l'orizzonte adriatico, fondendo la solennità del marmo con la forza della scogliera in un unico, monumentale affaccio sull'infinito.

Il Passetto
Il sentiero bianco verso la scogliera viva
L’ampia gradinata di luminoso marmo bianco scende scenograficamente lungo il fianco della falesia, svelando un mondo sospeso nel tempo.
Ai suoi piedi, le storiche grotte scavate dai "grottaroli" animano la costa con i loro iconici cancelli colorati, custodi di una tradizione marinara unica e spontanea.

L’isola pentagonale tra ingegno e difesa
Il gioiello architettonico, concepito dal geniale architetto settecentesco Luigi Vanvitelli, galleggia sulle acque del porto come un perfetto teorema geometrico.
Un tempo baluardo sanitario e doganale, la sua corte interna è oggi un palcoscenico a cielo aperto dove la storia settecentesca abbraccia i linguaggi dell'arte contemporanea.

Porta Pia
Il sipario barocco tra le onde e il porto
Nata per celebrare il legame tra il Papa Pio VI e la città dorica, la porta svela due volti diversi:
uno sfarzoso rivolto all'Adriatico e uno più austero che introduce nel cuore pulsante dello scalo, tra il profumo del salmastro e il viavai dei viandanti.

L' Uscita dal Porto
Il varco verso l'infinito Adriatico
Superate le antiche banchine, lo sguardo si libera tra i giganti d'acciaio e le sagome millenarie dei monumenti che vigilano sul molo.
È qui che il respiro del porto si trasforma nel vento del largo, offrendo il privilegio raro di vedere il sole che sorge e tramonta sull'acqua, mentre la città si rimpicciolisce contro il profilo del colle Guasco.

L’onore imperiale scolpito nel vento
L'elegante struttura in marmo proconnesio si staglia sul molo antico come una delle testimonianze romane meglio conservate al mondo.
Elevato in onore dell’imperatore che ampliò il porto, l'arco svetta sottile e slanciato verso il cielo, accogliendo da quasi duemila anni chi approda in terra dorica.

La Fontana del Calamo
Il ritmo dell'acqua tra le pietre del centro
Tredici maschere di bronzo incastonate nell’antico muro di cinta restituiscono alla città il fresco mormorio di una sorgente che non si è mai spenta.
Conosciuta da tutti come le Tredici Cannelle, questa fontana rinascimentale è una tappa fissa per chi attraversa il cuore di Ancona: una leggenda sussurra che chiunque beva la sua acqua sia destinato, prima o poi, a tornare tra i vicoli dorici.

I frammenti dell'Impero tra i vicoli e il porto
Sotto il basalto delle strade moderne respira ancora l’Ancona imperiale, una città di marmo che riemerge a tratti come un ricordo indelebile.
I resti degli antichi mosaici e dei sistemi di riscaldamento affiorano tra le fondamenta dei palazzi moderni, rivelando un’eleganza quotidiana fatta di riti lenti e acque rigeneranti che da millenni nutrono il cuore della città.
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